Hey, stai volando su Carrù!

Eccoci col secondo appuntamento di questa rubrica del magazine Verba Volante! Oggi ci dirigiamo verso Carrù, un altro importante punto di riferimento per le nostre mongolfiere.
Questo è uno dei luoghi del cuore della crew perché anche questa cittadina è sede di una delle basi di partenza dei palloni colorati volanti. Ma lo sapete che è proprio da qui che sono partita io quella fresca mattina di agosto, quando i ragazzi mi hanno fatto provare l’emozione del mio primo giro in mongolfiera?

Storia, leggende e tradizioni

Per raccontare la storia di questa piccola città bisogna partire addirittura dall’epoca romana. Questa la dovete proprio sentire! Una simpatica leggenda narra che il potente Dio Giano, protettore dei passaggi, della natura e degli inizi, veniva evocato durante i periodi di semina, per le attività agricole e commerciali. Giano vagò tra Dogliani, Farigliano e Magliano scoprendo un vino che lo mandò in estasi. Si trattava del Dolcetto, che lo ha accompagnato, brillo e felice con il suo carro, proprio in questi territori. Voglio davvero credere che Carrù sia stata nominata così dal latino “carrucum” proprio grazie ad un Dio ubriaco, voi no? Non solo di Dei che amano il vino è costellata la storia di questo paese, ma anche di leggende a corte nel castello e di tradizioni di orgoglio piemontese.
Parliamo proprio del Bue Grasso di Carrù che si celebra tutti gli anni, da 5 secoli, per la sua pregiata razza Fassona piemontese, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo! A questo imponente animale è dedicato il Monumento simbolo di Carrù con bassorilievi in bronzo e la scultura di marmo.

Voglio davvero credere che Carrù sia stata nominata così dal latino “carrucum” proprio grazie ad un Dio ubriaco, voi no?

Dove si va? Tra castelli, fassone e panchine!

● Il Castello e la Dama Blu. Il Castello di Carrù, ora sede di una Banca, è visitabile solo durante le manifestazioni della città e degli eventi estivi. Tuttavia si può vedere dall’esterno e non si può non fare riferimento alla Dama Blu. Si dice che ogni primo venerdì del mese appaia il fantasma di una dama vestita di blu (dal quadro di Diana Dea della caccia) che si aggira per il castello con una freccia in mano. Pare che sia alla ricerca di chi l’abbia colpita a morte con la freccia e per poter celebrare la festa in suo onore che non fu più onorata.

Casa della Piemontese. Un museo sulla razza bovina piemontese dove la
Fassona è la regina della casa. Non solo immagini e strumenti ma un vero e
proprio percorso multimediale per conoscerla in toto, dall’allevamento alla
degustazione guidata.

● Monumento del Bue Grasso con le Panchine. Il simbolo della città rappresenta la fassona piemontese. Nei giorni di fiera vi sfido a partecipare alla colazione e giornata no stop con bollito e salsine deliziose! Di fianco sorge la Panchina Gigante dorata n°7 accerchiata dalle versioni in miniatura dei paesini vicini. Fa parte di Big Bench Community Project che racchiude ben 196 panchine principalmente in Piemonte.

● Chiese e arte. Ci sono un paio di chiese in giro per il paese. Degna di nota è quella di M.V. Assunta. Uno splendore che ha preservato sculture ed affreschi
settecenteschi.

Decollando da Carrù …

Cosa ne pensate, si va a fare un giro?

E se vuoi anche volarci sopra…

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