Come sono diventato pilota di mongolfiera

Fin da bambino ho sempre desiderato volare appeso ad un palloncino. E non credo di essere stato l’unico con questo sogno.

Una cosa che ci rende molto diversi tra individui, una netta linea di demarcazione, sta tra coloro che ad un certo punto decidono di inseguire i propri sogni e quelli che invece rinunciano.

Vuoi perché sembrano a tutti gli effetti sogni strampalati, folli o irraggiungibili (motivi più che sufficienti per far desistere la maggior parte di noi mi verrebbe da dire) oppure vuoi che chi ti circonda dice espressamente: LASCIA PERDERE! QUESTE SONO SOLO SCIOCCHEZZE! PIUTTOSTO TROVATI UN LAVORO E FATTI UNA FAMIGLIA…

Così. In un modo o in un altro, comunque sia andata rimaniamo in pochi.

Quand’ero piccolo guardavo questi enormi grappoli di palloncini colorati alle fiere paesane e mi chiedevo: ma se ne metto tanti assieme e mi ci appendo sotto riesco a volare?

Poi il sogno è diventato un pensiero fisso, e non mi ha più mollato.

All’età di sedici anni ho iniziato a studiare un metodo per costruirmi una macchina volante. Poi negli anni ho aggiustato il tiro, intuendo che i materiali compositi, nello specifico la fibra di carbonio, sarebbero stati fondamentali per la buona riuscita di questo mio pazzo progetto. Intorno ai venticinque anni decido di dedicarmi completamente all’apprendimento di questi materiali. Ho avuto fortuna, devo essere onesto. Scrissi una lettera a Giovanni Soldini, il campione di vela, proponendomi come assistente a gratis in cambio di insegnamento nella lavorazione della fibra di carbonio. Mi rispose, accettando la mia offerta…solo che alla fine mi pagò.

Giovanni oltre ad essere un grande velista è anche una grande persona…

Un nuovo mestiere

Per quasi dieci anni la lavorazione dei compositi speciali è diventata la mia professione, e con questa girai gran parte dell’Italia e del mondo: da Parigi a Shanghai, dal Lago di Garda alla Puglia…

Dieci anni senza una fissa dimora, sempre ad inseguire un progetto; un America’s Cup a Valencia, uno Yatch di lusso in Francia…a lavorare, imparare, aspettare con pazienza e continuare a sognare.

Poi un giorno ho parlato di questo mio pazzo progetto al titolare di un cantiere navale, Patrizio; rimase sinceramente colpito da tutto quello che gli raccontai, e mi fa notare due cose: che servono soldi, ed a volte questi soldi arrivano dallo sponsor, e che intanto che aspettavo potevo perlomeno iniziare a volare! (Le sue parole, dette un po’ per scherzo un po’ no sono state: “ma se io sono uno sponsor interessato al tuo progetto, come faccio a darti dei soldi a te che manco voli!”. È stato illuminate Patrizio…grazie!)

Finalmente pilota

Era l’anno 2007, lo ricordo bene. Un anno particolare, pieno, intenso. È l’anno in cui mi sono iscritto alla scuola di volo di Carpineti sotto la guida del formidabile Paolo Barbieri!

L’anno in cui per la prima volta in vita mia ho toccato con mano un aerostato.

L’iter per divenire pilota è stato lungo e impegnativo, tra il lavoro che assorbiva gran parte delle mie energie e innumerevoli viaggi. Ma alla fine è arrivato il gran giorno; era il 2010.

Ho superato gli esami e ricevuto finalmente il tanto desiderato brevetto: ufficialmente pilota!!!

L’anno dopo è arrivata I-NDYA, la mia prima mongolfiera…ma questa è un’altra storia!

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