Paolo Andreani, aeronauta, naturalista, esploratore, alpinista.

La prima giornata di celebrazioni a Brugherio

Lo scorso 13 marzo, dopo due anni di ritardo, a causa della pandemia, finalmente è stato possibile organizzare a Brugherio (Milano) la prima giornata di celebrazione del grande aeronauta Paolo Andreani.

Ma perché in questa cittadina alle porte di Milano il ricordo del nobile milanese è così vivo? Perché si considera che qui sia nata l’aeronautica italiana? Cerchiamo di rispondere.

Gli storici voli di Paolo Andreani ebbero infatti luogo a Moncucco di Brugherio, precisamente dal grande giardino antistante la villa di famiglia, ancor oggi esistente in Via San Maurizio al Lambro.

Il primo volo, effettuato quasi in segreto il 25 febbraio 1784, vide salire a bordo con Andreani due dei tre fratelli Gerli, Agostino e Carlo, gli architetti che avevano costruito a tempo di record il grande pallone. Confortato dal buon esito dell’esperimento, il 13 marzo successivo, Andreani si esibì nuovamente, questa volta dinanzi a una grande folla di invitati, praticamente tutti i notabili milanesi, e il volo fu seguito da migliaia di occhi stupefatti. Sul pallone, oltre al conte Paolo, presero posto due intrepidi cittadini brugheresi che avevano contribuito alla preparazione della “macchina”, Gaetano Rossi e Giuseppe Barzago. La mongolfiera salì a circa 1500 metri di quota e andò ad atterrare dolcemente dopo circa mezz’ora nel territorio del comune di Caponago.

L’eco dell’evento fu immensa

L’eco dell’evento fu immensa e il giovanissimo nobile milanese fu celebrato da illustri poeti e scrittori contemporanei e perfino al Teatro alla Scala, ricevendo quella che oggi definiamo “standing ovation”.

Il pallone aveva un volume di quasi 5000 metri cubi: la sua forma perfettamente sferica ci è stata tramandata dai disegni originali del fratelli Gerli, pubblicati sugli “Opuscoli”, volume ricercatissimo edito a Parma nell’anno successivo e dal magnifico quadro ad olio di Francesco Battaglioli, allievo e collaboratore del Canaletto, conservato a Gallarate presso la sede della Società Gallaratese per gli Studi Patri.

Cesare Cantù, nella suaGrande illustrazione del Lombardo Veneto”, Milano 1858, così descrive il luogo dell’evento:  “Al nord di Cologno sta Moncucco, fatto bello all’occhio della grandiosa Villa Andreani, ora Sormani, una delle più distinte dei dintorni. Il maschio del palazzo sta sopra un rialto, che campeggia la pianura; i giardini offrono aranciere e passeggi; ed in essa, per la prima volta in Italia, nel 1783 Paolo Andreani, fra gli evviva di un numeroso concorso, diede l’esempio di un viaggio aereo in un globo d’aria rarefatta, da lui fatto espressamente costruire, e felicemente compì quello in allora portentoso volo”.

Sono trascorsi 238 anni dal temerario volo di Paolo Andreani a Brugherio sul pallone ad aria calda fabbricato dai fratelli Gerli. Nel 2020, il Comune di Brugherio ha ufficialmente deliberato all’unanimità di istituire ogni anno una giornata dedicata al ricordo di questo evento epocale. Purtroppo, come abbiamo accennato all’inizio della nostra cronaca, l’imprevisto costituito dal dilagare della pandemia ha costretto per due anni il rinvio di questo momento celebrativo, ora finalmente concretizzato. Con l’occasione, lo scrivente è stato invitato a presentare nella sala del consiglio comunale il proprio saggio sull’aeronauta, dal titolo “Paolo Andreani, aeronauta, naturalista, esploratore, alpinista”, edito da LoGisma.

Nella piazza principale di Brugherio sono stati allestiti stand gastronomici ed esposizioni dei magnifici quadri naȉf di soggetto aerostatico di Elio Nava, oltre a un gonfiabile riccamente decorato da tremila tasselli di lana colorata, realizzati dal “Gruppo Sferruzzo”, un’agguerrita associazione di simpatiche signore del luogo dedite all’uncinetto e al lavoro a maglia.

Nell’adiacente parco della villa comunale è stata parzialmente gonfiata a terra la mongolfiera già di proprietà del grande aeronauta locale Piero Porati, veterano dell’aerostatica nazionale, recentemente scomparso nel giugno 2017. Porati fu il creatore della “Compagnia della Mongolfiera”, associazione che si prefigge il compito di far rivivere e divulgare presso il pubblico storia e scienza dell’aerostatica. Oggi l’associazione continua nella propria missione culturale anche attraverso il ricordo del suo ideatore. La Compagnia ha anche contribuito al restauro della “macina del pallone”, una pesante macina di pietra alla quale Andreani avrebbe ancorato l’aerostato prima del decollo. Brugherio con questa celebrazione ha conquistato sicuramente un “Guinnes dei Primati” perché all’interno della mongolfiera coricata a terra e mantenuta in gonfiaggio da un silenzioso e potente ventilatore elettrico si è esibita una banda di 40 elementi, il Corpo Musicale San Damiano e Sant’Albino.

Si può dunque ben dire che Paolo Andreani visse diverse vite! Il suo carattere eclettico e irruente lo spinse ad approfondire svariate materie e discipline

I voli di Andreani del 25 febbraio e del 13 marzo 1784 sono cronologicamente il quarto e il quinto assoluti al mondo, i primissimi al di fuori della Francia, dopo i primi tre voli del 21 novembre e del 1° dicembre 1783 a Parigi e del 19 gennaio 1784 a Lione. Lo sbocciare di quella che venne definita come la “nuova scienza” in Italia (o, meglio, nei vari Stati che si dividevano all’epoca la nostra penisola), fu aspramente ostacolata dai governanti, che interpretarono la “macchina volante” come qualcosa di potenzialmente pericoloso e limitante del loro potere. Anche il Giornale Aerostatico, la prima pubblicazione periodica mondiale di aeronautica, pubblicato a Milano  nel gennaio 1784, dovette cessare le pubblicazioni nel marzo successivo, in seguito alla censura da parte dell’Imperatore Giuseppe II d’Austria, che governava sul Ducato. In effetti, la Rivoluzione Francese adottò il pallone aerostatico come uno dei propri simboli più emblematici, sintetizzando il desiderio dell’uomo di essere libero e gli usi militari dell’invenzione non tardarono ad arrivare, dal momento che Napoleone istituì già nel 1794 il corpo degli “Aerostieri militari”, che avevano essenzialmente il compito di osservare e spiare i movimenti delle truppe nemiche in battaglia dall’alto di palloni vincolati (trattenuti da lunghe corde).

Per tornare al protagonista del nostro racconto

Andreani non stette a lungo a riposare sugli allori e a godersi la fama che gli era arrivata all’improvviso. Pochi mesi dopo i voli trionfali partì per uno dei suoi lunghissimi viaggi alla scoperta del mondo e della natura, seguendo lo spirito illuministico che lo spingeva ad esplorare territori sempre nuovi. Nei decenni a seguire, effettuò ascensioni nelle Alpi, visitò il Nord Europa, il Centroamerica e le terre di confine tra Stati Uniti e Canada, studiando le tribù indiane e probabilmente scoprendo le sorgenti del Mississippi, anche se non pubblicò i propri diari, che andarono in larga parte perduti durante l’attraversamento di un fiume parzialmente gelato.

Si può dunque ben dire che Paolo Andreani visse diverse vite! Il suo carattere eclettico e irruente lo spinse ad approfondire svariate materie e discipline: dall’alpinismo dei primordi all’esplorazione, dalla geologia alla mineralogia e a tutte le altre branche delle scienze naturali. Il conte milanese si cimentò in tanti altri argomenti di studio, dall’architettura alla finanza, dalle scienze sociali alla etnografia, non trascurando di immergersi nel commento politico e nella linguistica, sebbene quest’ultima disciplina non gli risultasse molto congeniale. Non ci stupisce più di tanto per un uomo che visse nel periodo forse più rivoluzionario della storia, assistendo alla Rivoluzione Francese, alla seconda rivoluzione industriale inglese e visitando le Americhe negli anni immediatamente successivi alle Guerre di Indipendenza.  Nel 1923 la città di Milano gli ha tributato l’onore di intitolargli una bella via nel centro della città, accanto al palazzo che oggi ospita la più importante biblioteca cittadina, istituzione che prende il nome dalla famiglia Sormani, cugini degli Andreani. Sia Paolo, sia il fratello Gian Mario non ebbero eredi diretti per cui i cugini Sormani ereditarono un’ingente fortuna, costituita da diversi notevoli immobili, come la villa di Moncucco, che fu teatro dell’impresa aeronautica, il palazzo milanese in Largo Augusto, la rocca di Corenno Plinio, la villa di Casciago, oggi sede del Comune e altri palazzi e tenute in Lombardia.

I recenti studi da parte di diversi autori, come Giuseppe Dicorato, Giuseppe Sardi e il sottoscritto hanno contribuito alla totale rivalutazione del personaggio e a una sua più approfondita conoscenza.

Alcuni brani sono stati liberamente tratti dal volume scritto dallo stesso autore di questo articolo, Marco Majrani “Paolo Andreani aeronauta, naturalista, esploratore, alpinista” – LoGisma editore – febbraio 2020. A colori, 216 pagine, rilegatura cartonata, euro 40 (incluse spese postali raccomandate). Il volume può essere richiesto direttamente all’autore inviando una mail a marco.majrani@fastwebnet.it.

Chi desidera essere informato sulle iniziative e sugli eventi organizzati dalla Compagnia della Mongolfiera può consultare il sito www.compagniadellamongolfiera.it

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